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Mi Presento

PruzzoIl calcio, da sempre presente nella mia vita.
Quando sono nato, nel 1950, Ghiggia e Schiaffino al Maracana di Rio de Janeiro, lasciavano nello sgomento il Brasile in quello che doveva essere il suo mondiale, il primo dopo la guerra ed il primo della sua storia. Il mondo cercava di tornare alla normalità, cercava di ricominciare. C’era un grande fermento, una grande voglia di ricostruire, una grande voglia di vivere. Mio padre mi raccontava di quel mondiale, mi raccontava del "grande Torino", mi raccontava della magia del calcio e me lo ha fatto amare.
beppesignoriUn bambino sogna ed io sognavo ed immaginavo calcio. Sono figlio unico ed ho imparato a stare solo e divertirmi con me, inventando partite entusiasmanti, dove i calciatori erano dei bottoni oppure dei tappi di bottiglia. Crescevo ed insieme a me cresceva l'amore per il calcio.

Beppe SignoriLa prima volta allo stadio, emozionante.
C'era mio padre accanto, mi stringeva forte, mi indicava i giocatori, giocava la Lazio, l'altro mio grande amore. Un giorno, non tanto tempo fa, qualcuno mi ha chiesto: "Michele, tu ami il calcio perché sei tifoso della Lazio oppure sei tifoso della Lazio perché ami il calcio?" Non ricordo bene quale sia stata la mia risposta, ricordo, però, benissimo il brivido che mi ha attraversato il petto fino a sprofondare nel cuore.
Ed è questa la cosa importante, la vera chiave di lettura.
Il calcio mi ha sempre emozionato, mi ha fatto ridere, piangere, soffrire, esultare, mi ha accompagnato nel cammino tortuoso di un bambino che diventa uomo, ed ho voluto farne la mia vita.

I Beatles cantavano Please Please Me e noi ragazzi volevamo cambiare il mondo.
Le prime delusioni, il primo bacio, la prima ragazza, l'amico del cuore e quello che ti tradisce, tante emozioni e tra queste quelle bellissime legate al calcio.
Le cose belle, le emozioni, vanno condivise, per accrescerne il valore ed il significato. Nasceva l'emittenza privata ed aveva la dimensione che piaceva a me, era vicina alla gente. C'era tanto entusiasmo, quanto ne avevo io nel raccontare e far vivere il calcio. Goal di notte, Goleador, Football Please, Hobby Sport, i primi servizi da bordo campo, il primo abbinamento di immagini e musica, i tornei amatoriali, Goal senza frontiere, il calcio a 5, quello a 8 e quello sulla spiaggia, la tattica, il Piccolo Gruppo, i film, la radio, le inchieste, il Match Advice, le prime maglie originali, tante le cose fatte e tante quelle nel cassetto, con un solo denominatore comune, la voglia di emozionarmi e di farvi emozionare con il calcio.

Poco importa se nel tempo le cose sono cambiate, se qualcuno sembra volerci portare via i sogni. Io sarò qui con voi a raccontarvi quello che non va, cercando di andare sempre oltre la linea di fondo, dove l’azione sembra finire e qualcuno pensa di averla fatta franca.
Ma prima di tutto continuerò a raccontarvi le sensazioni di chi è cresciuto a pane e pallone, cercando di scovare anche l'ultima stilla di quel calcio che mi raccontava papà e che io, come un vecchio menestrello, ho raccontato fin qui, quello vero, quello che piace a noi e che continua a farci emozionare e restare bambini.