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09072010

La Spagna è in finale!!

Grazie ad un gol di Puyol la Roja accede alla finale di Johannesburg. Battuta la Germania con lo stesso punteggio della finale degli europei: 1 a 0
 

La Spagna “mata” l’Alemania! E’ la finale mai raggiunta quella che si concretizza al termine dei 90 minuti di gioco. Xavi Hernandez, uomo faro del centrocampo e del gioco spagnolo, saltella come un grillo in mezzo al campo dopo il triplice fischio finale; Casillas corre corre corre, non sa neanche lui dove; Villa e Torres girano spaesati con le lacrime di felicità che scendono impetuose sulle guance; Puyol, il re della serata, abbraccia chiunque gli passi davanti agitando quei capelloni come un cantante heavy metal.
Sono queste le scene di ordinario delirio dei giocatori spagnoli che, increduli ma fiduciosi, come tutta la nazione, capiscono di aver raggiunto la finale tanto agognata, tanto sperata, che sembrava una chimera, una maledizione, tanto stentava ad arrivare.

Questa volta non è Villa, non è neanche Torres, lasciato in panchina, non è Iniesta e non è neanche Pedro. Ma è Carles Puyol, il capitano del Barça a decidere la partita. Un terzo tempo perfetto, rincorsa dal limite dell’area, tre passi e inzuccata vincente che sembrava poter spaccare il mondo. Con prepotenza e cattiveria, è così che spinge la Spagna a continuare il suo sogno.
Merita la Spagna questa finale. Per come è cambiata, come si è rialzata dopo la batosta in apertura di mondiale con la Svizzera. Per come gioca ormai da due anni a questa parte. Per come, nonostante non impressioni come due anni fa, sia diventata cinica e spietata, raggiungendo la finale dopo una serie di 1 a 0 da far invidia al campionato italiano. Per come, in fin dei conti, abbia rispettato le attese e sia riuscita a superare ostacoli più o meno insidiosi.

La Germania era sicuramente l’avversario più ostico, più temibile, più forte, che la Roja avesse incontrato sin ora in Sudafrica. Ma contro di essa la squadra di Loew, è stata praticamente azzerata dalla qualità spagnola. Mancava Mueller ai tedeschi e si è sentito. Il suo sostituto non era certo all’altezza e le ripartenze ne hanno pienamente risentito. Le furie rosse hanno messo in piedi una partita quasi perfetta, sempre col possesso palla, soffrendo quasi mai in difesa. Il centrocampo spagnolo si è fatto un sol boccone di quello teutonico. Il solo Schweinsteiger si è salvato, emergendo nel possesso palla infinito di Xavi e compagni, dimostrando di aver ormai raggiunto caratura mondiale.

Xavi imposta, Xabi Alonso smista, Iniesta sguscia, Bousquets controlla. E’ questo il reparto più forte, quello da cui partono le invenzioni, quello grazie al quale Villa segna così tanto. Quello per il quale la Germania finisce per essere battuta non riuscendo ad essere così bella come era stata sin dall’inizio di questo mondiale.

Ma alla fine non ci pensa Xavi, ne Villa, ne Iniesta, ci pensa Puyol a spezzare i sogni dell’uomo col pulloverino color carta da zucchero. La Spagna è un toro che ha puntato dritto l’obiettivo: fare la storia. Domenica in finale gli Oranje sono avvisati.

Matteo Santi

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