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08022010

Napoli, incantesimo spezzato

Proprio il napoletano Di Natale interrompe al minuto 90 la serie positiva del Napoli di Mazzarri che durava da 15 partite.

A Napoli , si sa, si sta sempre molto attenti ai numeri.

Così molti in città temevano che la serie positiva , iniziata da quando Walter Mazzari è alla guida del Napoli, potesse interrompersi proprio al termine della gara numero 17 che , guarda caso , lo vedeva opposto all'imbattibile Inter di Mourinho.

 

Invece a scrivere il destino della squadra partenopea e della sua serie positiva, prima della Sorte sono arrivati i tre gol del napoletano doc Totò Di Natale e i fischi scellerati dell'arbitro Damato di Barletta, reo di aver assegnato un rigore generoso all'Udinese e , di contro , capace di trasformare un sacrosanto rigore per fallo su Maggio in un'ammonizione per simulazione costata il secondo giallo all'esterno della squadra partenopea, costretta a giocare in 10 uomini per la restante ora di gioco.

I numeri dicevamo; più che quelli della Cabala ,che fermano quella che sarebbe stata la partita positiva numero 16 al minuto 90 , a spaventare sono quelli del borsino rigori , dove i 7 rigori contro , 3 dei quali fischiati nelle ultime quattro gare, portano il saldo ad un -4 che quantomeno consente al Napoli di primeggiare nella speciale classifica.

La sorte, dicevamo: la stessa che si accusa d'aver spinto il pallone calciato da Pazienza sulla traversa, dando poi vita al contropiede decisivo.E la stessa che si dice stia impedendo al Napoli di svoltare in senso ancora più positivo la sua stagione.
 

Ma oltre tutto questo, quella che si è vista ieri allo stadio Friuli è una squadra che appare finalmente conscia dei propri mezzi e fortemente determinata a conseguire quei risultati che fino a 16 partite fa sembravano assolutamente improponibili; anche ridotti in 10, gli uomini di Mazzarri non hanno rinunciato ad offedere , tenendo anzi in mano la partita con ancora maggiore convinzione rispetto al primo tempo.

Ciò che forse manca ancora a questa squadra è un pizzico di maturità , che le permetterebbe di gestire con più intelligenza certi momenti della partita: a volte l'eccessivo agonismo si tramuta ancora in un nervosismo che , oltre che indisporre gli arbitri finisce anche con l'innervosire i giocatori.

A mio avviso, la strada verso la definitiva consacrazione di questo gruppo deve prescindere da qualsiasi alibi che non sia strettamente tecnico; allora che si lascino da parte numeri e Sorte e si pensi solamente a continuare il buon lavoro fatto fino ad oggi.

Marino Montuori

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