La Juve di Zac ancora non decolla
I bianconeri, autori di un’altra brutta prestazione, si devono accontentare del secondo pareggio consecutivo, che arriva in rimonta dopo l’iniziale vantaggio del Livorno
Niente da fare. È cambiato l’allenatore, è cambiato il modulo, ma la sostanza è rimasta invariata: la Juve è una formazione “malata” che fa una fatica enorme a costruire azioni d’attacco e soprattutto non tira quasi mai in porta. Si sperava che Zaccheroni riuscisse a trasformare la squadra, ma la sua cura al momento non ha dato alcun frutto. A testimoniare tutto ciò c’è il fatto che gli unici due gol realizzati con la nuova gestione tecnica siano arrivati entrambi da palla inattiva: il rigore di Del Piero contro la Lazio e il colpo di testa di Legrottaglie, su punizione di Diego, contro il Livorno.
È doveroso segnalare questo mancato cambio di rotta perché è giusto ribadire come le colpe non fossero esclusivamente di Ferrara. La verità è che gira tutto storto, e, se è abbastanza evidente che i bianconeri erano stati nettamente sopravvalutati in estate, quando si diceva che potessero essere gli unici antagonisti dell’Inter, è altrettanto vero che la Juve non può essere questa. Va bene dire che è stata sbagliata la campagna acquisti, va bene dire che ogni partita la conta degli assenti assomiglia tanto ad una lista della spesa, però se si lascia segnare Filippini di testa senza che nessuno lo marchi significa che, al di là di ogni ragionevole considerazione tecnico-tattica, ora come ora non funziona nulla. Di errori e di colpevoli ce ne sono fin troppi però se nelle ultime otto partite riesci a vincere una sola volta, tra l’altro con un autogol, vuol dire proprio che, al momento, di più non puoi fare. A questo punto non si sa se sia più opportuno pregare o affidarsi a Zaccheroni e ai giocatori certamente è impossibile fare pronostici e porsi obiettivi; bisogna andare avanti, lavorare e valutare gli eventuali cambiamenti di partita in partita.
Anche contro i toscani si sono visti i soliti problemi ed è solo una magra consolazione il fatto di essere riusciti a rimontare dopo esser passati in svantaggio per colpa di una dormita enorme della difesa. Amauri ormai non inquadra la porta neppure a gioco fermo e il resto della squadra non fa molto per aiutarlo. Se si analizza bene la partita si può solo dire che, alla fine, è sicuramente un punto guadagnato, considerando anche che, negli ultimi minuti, il Livorno è andato vicino al colpaccio.
In un momento così buio è ancora una volta da condannare il comportamento di Melo, che prima della partita lancia frecciatine a Ferrara e poi si fa espellere rischiando di far perdere la sua squadra. In certi frangenti bisognerebbe parlare poco e dare il massimo sul campo, e questo vale soprattutto per lui che ha deluso più di tutti finora; i veri campioni lo sanno, ma evidentemente il brasiliano un campione non lo è (anche se è stato pagato come se lo fosse) e non lo sarà mai.